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Addio a Kenzo Takada: pioniere della moda e acuto investitore

Addio a Kenzo Takada: pioniere della moda e acuto investitore

Gabriella Chiarappa
Kenzo Takada

Lo stilista giapponese Kenzo Takada è morto domenica a causa del coronavirus all’età di 81 anni.

“Kenzo è stato il primo stilista giapponese a stabilirsi a Parigi, dove ha sviluppato tutta la sua carriera raggiungendo la fama internazionale.

Una notizia che ha sconvolto il mondo della moda, inoltre giunge proprio durante la mitica settimana della moda parigina. Kenzo Takada era un genio, un talento, un artista eclettico e visionario, un grande uomo innamorato della sua terra, capace di raccontarla con poesia, fantasia e teatralità.

Lo stilista è stato il pioniere della moda multiculturale, la sua innovazione e il suo modo di vedere la moda hanno reso il brand un esempio inimitabile di fusione culturale, tra Occidente e Oriente.

Le sue creazioni erano un mix di eleganza e glamour, i suoi abiti avevano stampe animalier, floreali e colori vivaci, le sue sfilate erano spettacoli con modelle danzanti che lui concludeva in groppa ad un elefante.

In un intervista nel 1972 al New York Times dichiarò: “la moda non è per pochi ma è per tutti, non dovrebbe prendersi troppo sul serio”.

Lo stilista giapponese irruppe sulla scena parigina a cavallo degli anni ’70, infrangendo le regole dell’haute couture pensata perlopiù per un’elite facoltosa e inaugurando una definizione di stile alla portata di tutti.

 

I suoi vestiti fanno presa per la capacità di unire i vistosi colori dei tradizionali kimono giapponesi con il rigore sartoriale europeo.

 

Alla fine degli anni Settanta e all’inizio degli anni Novanta mette in atto una vera e propria rivoluzione estetica, innestando nello stile europeo quell’allora inedito gusto giapponese.

Forme, tessuti, materiali e disegni tradizionali del Sol Levante vengono mixati agli stilemi made in Europe, mescolandosi anche alle influenze street di metropoli come New York.

 

Abiti oversize e silhouette inusuali diventano le sue cifre stilistiche e ridisegnano la storia della moda sia in passerella sia per strada.

 

La versatilità è la vera anima di Kenzo. Non solo prêt-à-porter ma pure costumi per il teatro (spettacolari quelli della Course du Temps di Stockhausen del 1979) e produzioni cinematografiche.

Dal 1978 al 1979 ha tenuto sfilate di moda super teatrali e spettacolari nel tendone di un circo, con il gran finale di lui che entrava in scena sul dorso di un elefante.

Ha prodotto anche diversi film tra cui Rêve après Rêve del 1980. Tra le frasi celebri, che descrivono pienamente la sua anima creativa, ricordiamo anche: “La moda è come il cibo, è importante non soffermarsi sullo stesso menu”.

 

La teatralità lo ha contraddistinto in tutta la sua vita e carriera, con proporzioni, colori e stampe che evocano mondi esotici e lontani in maniera pop e giocosa. Tra le sue “invenzioni” spiccano: l’oversize, le asimmetrie, i pantaloni di tela grezza e in generale un urban style che accosta la metropoli alla giungla. Giungla d’asfalto, infatti.

Nel 1988 arriva il primo profumo, Kenzo de Kenzo. Però il vero best seller è “lui”: Flower by Kenzo, lanciato nel 2000 e inserito da Vogue nella lista dei migliori profumi francesi di tutti i tempi.

Anche Kenzo World è entrato nella storia ma più per lo spot epico che non per la fragranza in sé: un corto girato nel 2017 da Spike Jonze e interpretato da Margaret Qualley, la figlia di Andie MacDowell.

Lo stilista annuncia il suo ritiro nel 1999, dopo aver lasciato la sua casa di moda alla propria assistente. Ma nel 2002 torna in veste di designer di interni, lanciando una linea di home decor e di complementi d’arredo.

Lo stilista oltre a essere un genio ed un pioniere della moda, era un acuto investitore in borsa. Lo scorso mese era stato nominato lo stilista più ricco del mondo della moda da People With Money. Il suo patrimonio è stato stimato a 185 milioni di dollari.

Writer:
Gabriella Chiarappa

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