Fashion Interview
Un appuntamento da non perdere quello con la fashion stylist Carol Cordella, professionale e appassionata del proprio lavoro, una donna capace di inventare, rivoluzionare ma anche capace di dire “grazie”, una caratteristica sempre più preziosa e molto più rara di quel che si può pensare. Oggi abbiamo il piacere d’incontrarla, per scoprire qualcosa in più di Lei e del magico mondo del fashion.
In molti vogliono intraprendere una professione che sia inerente il mondo della moda e in molti fanno confusione quando si parla di fashion stylist, puoi spiegare ai nostri lettori realmente cosa fa questa figura professionale?
R.: Lo stylist è una figura professionale abbastanza recente, che ha sempre più enfasi a prendere piede nel fashion e nell’editoria. E’ l’anello di congiunzione tra il capo realizzato dalla Maison e il pubblico o venditore finale. Si occupa dell’immagine di un brand, di un personaggio e soprattutto lavora per la realizzazione di editoriali moda per riviste di settore (Vogue, L’Officiel…)
Tu sei l’art director dell’Istituto Cordella di Lecce, quanto è importante, fornire un giusto orientamento oltre ad un’adeguata formazione per chi vuole intraprendere un percorso formativo nel mondo della moda?
R.: Penso che una formazione orientata tra pratica e teoria sia l’elemento vincente per farsi strada in questo settore. La nostra accademia ha deciso di puntare sempre di più sulla fase che va dalla progettualità alla realizzazione. Una scelta molto importante, quella presa dal nostro corpo decente, che vede al centro il singolo allievo alle prese con le sue idee e la sua realizzazione, una delle skill fondamentali per lavorare nel fashion.

Le figure professionali più richieste nell’ambito della moda?
R.: Ad oggi abbiamo continue richieste di modellisti, operatori cad e nell’ultimo periodo il fashion social manager.
Com’è stata la tua esperienza con Maria Grazia Chiuri direttore creativo di Dior?
R.: Poter parlare con la “Moda” e confrontarsi con Lei, è stato uno dei momenti più importanti della mia vita e formazione. Una donna di una grande disponibilità e acuta intelligenza. Ho ammirato la sua immensa forza di idee. Averla avuta ospite nella nostra accademia credo sia stata una delle più importanti forme di riconoscimento sul nostro operato. Ancora oggi pensare a quel momento è emozionante come quel giorno.
Come ti senti riguardo al ritmo della moda in questo momento particolare del Covid?
R.: Dopo il lockdown abbiamo avuto una lenta ripresa, con tutte le cautele con cui le aziende, giustamente, hanno ripreso a muoversi. Una stagionalità se non due saltata, di conseguenza sfalsati i ritmi di produzione. Attualmente sembra si stia ristabilendo un equilibrio tra tempi e produzione. La moda si sta riappropriando nuovamente dei suoi tempi, dei suoi spazi e della sua artigianalità, che ha reso unico il MADE IN ITALY. Ugualmente nella comunicazione visiva, sono cambiate molte cose, si è dato spazio a molte maestranze italiane (per ovvi motivi di limitata mobilità) che ha permesso l’emergere di grandi talenti italiani. Quindi tutto sommato, cogliamo i lati positivi.

Tre parole per definire il tuo lavoro di fashion stylist?
R.: Fantasioso, visionario e fondamentale.
Che caratteristiche deve avere un bravo fashion stylist?
R.: Un bravo stylist deve sicuramente avere grandi doti di comunicazione, spirito di aggregazione (perchè è un lavoro di team), conoscenze ampie e approfondite di arte, musica, letteratura e una grande manualità, il così detto “problem solving”.

Quali sono gli step per creare il look di una celebrity?
R.: Studiare a fondo le sue peculiarità come personaggio e come persona, capire fin dove arriva il personaggio popolare e dove l’essere umano, successivamente passo allo studio dettagliato della sua morfologia, soprattutto e i colori. Mi piace molto dialogare con loro e cercare di far diventare “loro”, il mio modo di vedere la moda. Non impongo nulla, non mi piace venga subita una mia decisione, ma deve essere condivisa.
Tra i tuoi lavori, quale ricordi con maggior entusiasmo e perché?
R.: Ho lavorato con molti artisti nazionali e internazionali, scattato molte campagna pubblicitarie ed editoriali. Non saprei sceglierne uno in particolare, ma sicuramente quello che più mi ha segnato è stato il primo lavoro svolto dopo il lockdown..è stata la mia liberazione, il mio rinascere, una nuova speranza e soprattutto un lavoro svolto per la più ambita rivista di moda (top secret, ma in stampa a breve).

Quali sono gli elementi che fidelizzano il rapporto con un cliente?
R.: L’onesta sul lavoro sicuramente. Ho sempre fatto mio ogni progetto che mi è stato commissionato. L’ho sempre trattato come se fosse un figlio mio, e credo che questo amore sia visibile agli occhi del cliente.
Cosa ti sorprende?
R.: Tutto! non riesco ad annoiarmi, anche rivedere un film per la decima volta, mi emoziona. Ho mantenuto intatto quello sguardo che i bambini hanno verso il mondo. Mi meraviglia tutto. Mi meraviglia camminare per le strada della mia città che conosco ormai da 40 anni, mi meraviglia ogni set e soprattutto parlare e conoscere i miei allievi… La mia più grande fonte di stupore.

La virtù fondamentale?
R.: In generale credo sia l’onestà e la riconoscenza. Sono due valori o virtù che mi sono stati inculcati dalla mia famiglia e che ringrazio, perché alla fine hanno sempre premiato in qualsiasi cosa. Dire “Grazie” credo sia la più bella e unica forma di virtù
La chiave giusta per fare un buon lavoro?
R.: Creare un lavoro di gruppo, perché la condivisione di idee e proposte rende un lavoro già solido in partenza. Sono una maniaca del controllo e per me arrivare su un lavoro con un planning ben preciso è la svolta per poter coordinare e gestire tutto al meglio.
Hai un’icona?
R.: Sono per lo più donne le mie icone. Da mia madre ad Elsa Schiaparelli, da Vionnet e MariaGrazia Chiuri. Ammiro la forza di Marlene Dietrich e di Anna Dello Russo, icone in pink insomma.

Uno sguardo al futuro, con?
R.: Questo 2020 sicuramente ci ha messo alle strette, in tutti i sensi, è stato un banco di prova non indifferente, ha cambiato il mio modo di vedere e progettare il futuro. Da anni ormai scrivevo le pagine delle mie agende con mesi e mesi di anticipo. Ad oggi con una sensibilità diversa, molto più acuta, pianifico un futuro più prossimo e con dei ritmi che mi permetteranno di respirare e godermi ogni mio traguardo. Sicuramente continuerò a guardare al futuro con la mia solita forza.
Writer:
Gabriella Chiarappa
photo Mauro Lorenzo (4-5-6)
Photo Mauro Lorenzo

Salve sono una manager esperta in comunicazione, che punta sull’innovazione e la ricerca, il mio settore è legato alla sfera moda anche se la mia cultura e il mio spirito di osservazione mi portano ad avere sfaccettature che sinergicamente si avvicinano all’arte, alla musica e a tutto ciò che svela la nuova tendenza. Adoro il mondo del Fashion che coltiva la cultura e le tradizioni: incantata dalla genialità di un Alexander McQueen e dall’eleganza innovativa di un Jean Paul Gaultier. Sono una sognatrice autentica che crede che le passioni sono l’alimento per concretizzare i sogni, amo viaggiare,visitare musei, conoscere e documentarmi sempre….