Come corre questo Roff19.
È già è arrivata la nona giornata della cerimonia più acclamata del momento.
Giovedì 24 ottobre alle ore 18, la diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma presenta in anteprima, nella sezione Grand Public, La casa degli sguardi, esordio alla regia di Luca Zingaretti. Il film, proiettato in la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, si ispira all’omonimo romanzo di Daniele Mencarelli, trovando l’immediatezza e la sincerità per raccontare diverse generazioni e mostrando la Roma di oggi dalla prospettiva di chi crede nel lavoro e nella scrittura, e decide di non mollare, malgrado tutto.

Nella stessa sala alle ore 21.30, la Festa del Cinema e Alice nella città ospitano la visione della pellicola “Il ragazzo dai pantaloni rosa” di Margherita Ferri, che riscuote un successo clamoroso con un’ovazione annessa davvero eclatante.
“Quando ho letto la sceneggiatura – ha dichiarato in conferenza stampa la realizzatrice Margherita Ferri – ero molto spaventata, ma ho avuto la sensazione che fosse un progetto nato sotto una buona stella“.
La regista racconta uno dei primi casi riconosciuti di cyberbullismo, quello di Andrea Spezzacatena, spinto a compiere un gesto irreparabile dalle canzonature dei compagni su Facebook.
Galeotti furono un paio di pantaloni la cui stoffa scolorita dal lavaggio aveva assunto una colorazione rosa: Andrea decise d’indossarli egualmente in barba alle possibili reazioni di chi è ancora prigioniero di fragili stereotipi sociali basati sul mito dell’apparenza.
Il figlio di Teresa Manes, Andrea Spezzacatena, si è tolto la vita nel 2012.
“Mi fa inca**are quando mi dicono ‘poverina’. Ed è qui che c’è il fallimento del ruolo educativo. Io dico che il dolore può educare, mi accorgo che la mia resilienza è di ispirazione per i ragazzi delle scuole che incontro, pensano ‘se ce l’ha fatta lei a superare un momento difficile, posso farcela anche io‘”.
Inoltre, sottolinea Teresa Manes:
“Sono contenta di questo film, spero che possa arrivare a più persone possibili, le scuole stanno manifestando il loro interesse. Mi auguro che la visione non sia fine a se stessa e che si prosegua con un lavoro fatto sui ragazzi con l’educazione alle emozioni”
Alle ore 16 presso la Sala Sinopoli, Fabio e Damiano D’Innocenzo sono protagonisti di un Paso Doble con il pubblico della cerimonia.
I gemelli più talentuosi del cinema italiano sono i pluripremiati autori di opere come La terra dell’abbastanza, Favolacce, America Latina, tutti presentati nei maggiori festival internazionali, e della miniserie televisiva Dostoevskij, che ha debuttato in anteprima all’ultima Berlinale.
Due i titoli nel programma del Concorso Progressive Cinema, entrambi ospitati presso la Sala Petrassi.

Alle ore 16.30 gli spettatori assistono a 100 Litres of Gold di Teemu Nikki.
La regista di La morte è un problema dei vivi, presentato lo scorso anno in concorso alla Roff18, racconta dall’interno la provincia di un paese remoto e al tempo stesso molto vicino, dove l’orgoglio delle proprie radici e il gusto di fare bisboccia mascherano disagi e inquietudini profonde. E lo fa con una narrazione impetuosa, all’insegna dello humour nero e della comicità deadpan. Irresistibili tutte le interpreti.

Alle ore 18.45 è il turno di Bring Them Down, esordio alla regia di Christopher Andrews, che porta lo spettatore in un’Irlanda rurale dove, sullo sfondo di paesaggi serenamente bucolici, si muovono personaggi tormentati, sospesi tra ombre di un passato oscuro e incombenti minacce future. Un dramma complesso di faide familiari, dove la tensione di un racconto al cardiopalma è palpabile e ogni movimento o parola dei protagonisti, grazie anche alle interpretazioni di Christopher Abbott e Barry Keoghan.

Alle ore 21.15 nella Sala Petrassi è prevista la proiezione di Nottefonda di Giuseppe Miale di Mauro, uno dei fondatori del NEST, il teatro di San Giovanni a Teduccio che ha dato un’occasione ai giovani di uno dei quartieri più difficili alla periferia di Napoli. Per il suo esordio sul grande schermo, il regista si ispira al suo romanzo “La strada degli americani” per raccontare una storia di rabbia e redenzione. Fa parlare i luoghi notturni di una città al di fuori di ogni oleografia. E trova in Francesco Di Leva un interprete che mette in gioco tutto se stesso e che, non a caso, recita accanto al figlio, Mario.
Presso il Teatro Studio Gianni Borgna saranno proiettati quattro titoli della sezione Proiezioni Speciali.

Si procede con Nel tempo di Cesare di Angelo Loy. Il documentario racconta una storia avvincente e densa di emozioni che si snoda lungo il Tevere a partire dal 1999, seguendo le vicende di due famiglie di pescatori d’anguille che da generazioni vivono e lavorano su un tratto urbano del fiume, all’altezza del Grande Raccordo Anulare, nella zona sud di Roma.
Il rullo arricchisce il programma della rassegna “Gocce di cinema”, organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma in collaborazione con Acea.

Successivamente la visione su schermo di Cattivi maestri di Roberto Orazi.
Il protagonista del documentario è Vincenzo Fuoco, trentacinque anni e una passione inesauribile per il gioco del calcio, fin da quando era ragazzino. Quando a undici anni giocava nella squadra del suo paese, Villa d’Adda, fu acquistato da una squadra professionistica e fu qui che incontrò un dirigente sportivo predatore seriale, che s’insinuò nella sua vita e nella sua famiglia. Oggi, Vincenzo è uscito dall’incubo.

Alle ore 19.30 il pubblico assiste a Dike – Vita da magistrato. Caterina Crescini, affiancata da Filippo Cellini, autore che ha curato lo sviluppo e la scrittura del documentario insieme all’Associazione Nazionale Magistrati, si chiede come viene applicata dalla magistratura italiana, andando al di là di miti e pregiudizi.
E per questo esplora le vite di sei magistrati impegnati in diversi ruoli e in diverse fasi della loro vita privata e professionale, analizzando le difficoltà, le fatiche e le soddisfazioni di questo mestiere, che ha una realtà complessa e articolata.

Alle ore 21.30, la palla passa allo spettacolo cinematografico Lirica ucraina di Francesca Mannocchi, una delle più importanti corrispondenti di guerra d’Europa.
La direttrice artistica ha trascorso diversi mesi in Ucraina poco prima dell’inizio del conflitto con la Russia, scoprendone l’anima segreta e interagendo con molte persone di cui si è pian piano conquistata la fiducia. Così, percorrendo le strade liberate di Buča, Borodjanka e Irpin’, ha compreso che raccontare una guerra significa innanzitutto ascoltare le voci di quanti hanno vissuto l’orrore e le sofferenze che essa comporta.
Inoltre, da giovedì 24 ottobre e fino al 26 ottobre, il Cinema Andromeda ospiterà alcuni film in replica della diciannovesima edizione della Festa: alle ore 21, si inizia con la proiezione in versione restaurata di Ricomincio da tre di Massimo Troisi.

Cerco notizie ad Ovest Nord Ovest, sono logorroica e amante dell’informazione. Mi occupo di comunicazione, Social Media e speakeraggio radiofonico, mi piacciono le parole perché ognuna di esse racchiude un significato specifico. Nella vita ho sempre cercato di fare più cose insieme per poter imparare e migliorare, ritengo che c’è sempre tempo per trovare le proprie passioni basta perseguire la propria strada!I miei hobby sono la cinematografia, la fotografia e lo sport soprattutto il nuoto e la boxe, almeno per il momento! Il mio posto preferito è sicuramente il mare dove poter fare introspezione e staccare la mente.