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La Trattoria Castel Nuovo per #madeinfood: un viaggio tra storia, cultura e tradizione

La Trattoria Castel Nuovo per #madeinfood: un viaggio tra storia, cultura e tradizione

Serena Trivelloni
Cannolicchi cozze e affumicatura

Buon sabato cari foodlovers e amici di #madeinfood!

Non ci siamo dimenticati di voi, questa settimana sono stata in vacanza in una delle regioni che amo di più, la Campania, completamente immersa nella sua bellezza e nei suoi profumi! Il ristorante di cui voglio parlarvi oggi si chiama Trattoria Castel Nuovo e si trova a Maschio Angioino, Napoli, prima tappa del mio viaggio, a pochi minuti dal famoso castello medievale, dallo storico Teatro Mercadante e dal Molo Beverello. Un luogo che profuma di arte, storia e di tradizione culinaria, immancabilmente partenopea.

Ad accogliermi con un buon prosecco c’è il sorriso e la gentilezza tutta napoletana di Stefano, un ragazzo di 24 anni che con grande passione e determinazione porta avanti il sogno di famiglia insieme ai suoi fratelli e a suo padre.

Stefano, grazie mille per aver accettato il nostro invito. Siamo curiosi di sapere di più della Trattoria Castel Nuovo, dicci come nasce e per merito di chi..

Ciao Serena, prima di tutto ti ringrazio per l’opportunità che ci stai dando. Castel Nuovo nasce nel 1979 grazie a Cosimo, mio padre, che dopo aver lavorato diversi anni a bordo delle più importanti navi da crociera di quel periodo, decise di aprire un piccolo ristorante con cinquanta posti a sedere. Con il passare degli anni, grazie al successo ottenuto e ai sacrifici fatti i posti a sedere sono diventati centocinquanta e ad oggi abbiamo intenzione di ampliare ancor di più la capienza.

La posizione vicina al porto sembra essere un posto strategico per l’arrivo di turisti, ammiratori e curiosi. Quanto ha inciso la scelta del luogo e che tipo di clientela avete?

Al di là della vicinanza all’importantissimo porto di Napoli che ovviamente ci permette di incontrare persone provenienti da tutto il mondo, Castel Nuovo è situato alle spalle dello storico Teatro Mercadante e pertanto è stato, ed è tuttora punto di riferimento di svariati artisti che scelgono di cenare da noi dopo gli spettacoli. Inoltre è a circa tre minuti a piedi dal Maschio Angioino (Castel Nuovo) da cui prende il nome. Infatti dai tavoli esterni è possibile vedere alcune facciate esterne del castello.

Piccolo focus sui piatti… In prima persona ho potuto gustarli, ma se dovessi consigliarne uno ai nostri lettori, quale proporresti? Puoi darmi da una a tre opzioni…

Io consiglierei di provare i nostri cannolicchi e cozze locali,vengono prima speziati,cotti alla brace e poi in fine subiscono una leggera affumicatura. Suggerisco anche di provare i nostri crudi – ed in particolare le tartare- che variano a seconda del pescato del giorno, accompagnate da marmellate e creme artigianali che ne esaltano il sapore. Consiglio infine di assaggiare il nostro riccio sardo, il quale viene servito con una grattugiata di limone di Sorrento.

Profumo e poesia! Ma veniamo a te… Sei giovanissimo, ma ti ho visto fare questo mestiere con molto amore, sacrificio e professionalità. Quando hai iniziato e perché?

Si si sono molto giovane ho 24 anni ma praticamente sono cresciuto tra pentole e forchette. Già all età di 14 finita la scuola davo una mano in sala. Per questo motivo ho scelto di diplomarmi presso un istituto alberghiero. Ad oggi la mia vita e le mie passioni sono riunite qui e pertanto passo le mie giornate tra lavoro e ricerca di nuovi prodotti per nuove ricette cercando di non stravolgere la tradizione ed i sapori napoletani.

E da qui a dieci anni.. Come e dove ti vedi? Insieme alla tua famiglia di Castel Nuovo?

Il mio progetto insieme a quello dei miei fratelli è di esportare la cucina tipica di Castel Nuovo in altre città italiane come Roma e Milano mantenendo alta la qualità della tradizione napoletana, e volendo sognare in grande superare anche i confini nazionali.

Considerato il periodo complicato che la ristorazione italiana ha attraversato e sta ancora attraversando, non posso che chiederti come avete vissuto in prima persona i mesi di quarantena e che tipo di servizi o misure avete dovuto adottare nei confronti dei vostri clienti..

La quarantena per noi è stata un fulmine a ciel sereno, ciò che ha fatto più male è stato vedere le serrande abbassate per tutto quel periodo. Il nostro ristorante ha solo un giorno di chiusura (Natale) pertanto vederlo chiuso per così tanto tempo è stato veramente un duro colpo. Abbiamo adottato con semplicità le misure riguardanti il distanziamento anche perché avendo molto spazio a disposizione i nostri tavoli erano distanziati già prima dell’ emergenza. Inoltre ancora oggi adottiamo misure di sicurezza come controllo della temperatura all’entrata, gel igienizzante e obbligo di mascherina per il personale.

Se potessi fare un appello alle istituzioni, in cosa pensi che le attività ristorative debbano essere maggiormente supportate in questo momento? C’è qualcosa per cui vi siete trovati maggiormente in difficoltà in questo periodo?

Le istituzioni purtroppo, tra i tanti, hanno dimenticato i ristoratori. I soldi messi a disposizione non sono assolutamente adeguati alle esigenze quotidiane. La difficoltà maggiore è stata quella di mandare a casa i dipendenti senza possibilità di potergli fornire garanzie sul rientro poiché la ripresa è lenta e le norme adottate insieme alla politica del terrore non permettono una rapida ripresa.

Ultima domanda: io so perché sceglierla e la adoro già, ma se dovessi spiegare a un turista perché scegliere Napoli e in particolare la vostra trattoria, cosa gli diresti?

Napoli bisogna viverla e capirla. È adatta a tutti coloro che vogliono rincorrere i ritmi frenetici ed inarrestabili della città viva 24 ore su 24, ma fornisce anche la possibilità di rilassarsi ed ammirare posti unici al mondo ricchi di arte e storia. Perché andare a mangiare da Castel Nuovo? Semplicissimo, io e miei fratelli trasmettiamo l’ospitalità dei napoletani attraverso i sapori tipici rispettando ed amando la tradizione. La pizza la pasta e il pescato giornaliero rappresentano la nostra semplicità. Il nostro obiettivo è quello di trasmettere attraverso i sapori tradizionali l’amore e la passione per il cibo. In poche parole siamo ricerca della materia prima di qualità, tradizione, creatività e cura dei dettagli. Ci piace coccolare il cliente, fallo sentire a casa e fornirgli un servizio soddisfacente, che sia per lui una vera e propria esperienza di emozioni e di gusto.

Grazie Stefano, non ci resta che venirvi a trovare e assaporare questo mix di storia, arte culinaria e tradizione!

  • Se siete dei ristoratori e siete interessati ad un’intervista e a raccontare la vostra storia scrivete a redazionemadeinfood@gmail.com
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