Vi è mai capitato di pensare a quanto la provocazione incida sulla moda e come si trasformi in una vera e propria mossa pubblicitaria se fatta bene?
Ormai si sa la notorietà nel celebrities system è fondata principalmente sul gossip, dallo scalpore di azioni o semplicemente costumi che adottano le star di Hollywood per riscuotere successo ma soprattutto per provocare e avere un riscontro maggiore proprio perché si induce sempre più lo spettatore a concentrare la propria attenzione e incitare il proprio giudizio, basti pensare allo scalpore mediatico creato da Miley Cyrus che con la sua “wrecking ball” affermò il suo cambiamento decisamente più hot e provocatorio diverso dalla dolce e “brava ragazza “ che traspariva dalla celeberrima “Hannah Montana”, la serie per adolescenti con cui si era affermata.

Ma il desiderio sempre più sfrenato di provocare il pubblico non si afferma solo nel mondo dello spettacolo, viene soprattutto dalla moda, basti pensare alla collaborazione tra Oliviero Toscani, fotografo italiano affermatosi negli anni ‘70 e la casa di moda “United Colors of Benetton” quella volta in cui la storia della moda conobbe il connubio tra lo stile e il fenomeno dello shockvertising, con campagne con sfondo provocatorio in cui venivano celebrate temi dell’uguaglianza e della fratellanza e vedevano raffigurati soggetti appartenenti a paesi diversi o in conflitto tra di loro colti nell’atto di abbracciarsi.
Razzismo, prevenzione, conflitti, delitti di mafia tutto questo divenne messaggio di denuncia tramite la moda.
Opportunismo o difesa dei diritti umani ? Sicuramente Toscani ha saputo decisamente scuotere il mondo della moda e della fotografia creando immagini che raccontano il sociale e che fanno spazio al fenomeno dell’indignazione tramite il modello della provocazione lasciando spazio alla nuova era e agli anni 2000 che cambieranno profondamente la visione del fashion system.
Una provocazione che si ripeterà e diventerà oggetto di ispirazione su cui le case di moda fonderanno il loro stile, da Jean Paul Gaultier a Schiaparelli fino ad arrivare forse alla più gettonata ovvero Balenciaga, la maison proprio in questi giorni è nella bufera per la nuova campagna pubblicitaria “gift shop“, che ha rappresentato bambini con peluche e oggetti bondage.
La casa di moda spagnola è nota per la sua continua provocazione tramite capi futuristici creati con materiali che alludono a provocazione come ad esempio il latex.
Se l’intenzione di Balenciaga era attirare l’attenzione ci è riuscita, i social sono indignati e molti personaggi noti testimonial del brand vengono accusati di sostenere un brand che si fa voce tramite questa oltraggiosa campagna con peluche fetish e volti di bambini che non hanno nulla a che fare con tale mondo.
Kim Kardashian, musa del direttore creativo Demna Gvasalia e ambassador del brand, ha preso le distanze dalla campagna.
Che sia una mossa pubblicitaria o meno sicuramente “Balenciaga“ sa come fare a far parlare di sé.

Salve cari lettori, mi chiamo Irene , sono una ragazza di vent’anni che prova ad inseguire i propri sogni, attualmente sono studentessa al primo anno all'università di Roma tre e frequento la facoltà del DAMS, vi chiederete di cosa si tratta? Beh molto semplice è il dipartimento delle Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Cosa fa una ragazza sognatrice e piena di ambizione in questo ambito? Amo studiare cinema, per me è l’ottava meraviglia del mondo, che con la sua arte riesce a trasportare ogni singola persona in un mondo parallelo, in un doppio reale, che ci fa sognare e ci porta al di là della nostra realtà, dove tutto è possibile. Sono legata fortemente al mondo della scrittura, mi piace scrivere perché attraverso essa riesco a esprimere concetti che forse a parole non sarei in grado di trasmettere, è un pó come il cinema, mi trasporta in un mondo nuovo, ed a volte è quasi una terapia nei momenti no, d’altronde Schopenhauer aveva ragione l’arte è colei che libera l’uomo dal dolore, dalle preoccupazioni, dalla volontà anche se solo per brevi e fugaci momenti. Amo la vita e amo l’arte perché esse sono una cosa sola. Sono una ragazza estroversa, molto romantica e passionale come avete potuto notare, ma che sa anche cosa vuole e non ha paura di dimostrarlo. Vorrei potervi dire di più, ma spero mi possiate conoscere tramite la mia scrittura, vi aspetto alla prossima!