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Roberto Guarducci: una collezione ispirata agli anni Venti.

Roberto Guarducci: una collezione ispirata agli anni Venti.

Roberto Guarducci

In occasione della presentazione della sua nuova collezione, lo stilista Roberto Guarducci ci rivela le sue ispirazioni e riflessioni maturate durante il lockdown. 

Una brillante carriera per lo stilista Guarducci, docente presso l’accademia di belle arti e direttore artistico di eventi fashion, è una delle voci più limpide dell’haute couture italiana. Dopo aver lavorato per importanti maison, tra cui: Basile e Fendi ha deciso di creare un proprio brand. 

Con il suo marchio firma collezioni di Alta Moda, racchiudendo in ogni sua creazione tutte le qualità di stile, eleganza e femminilità, esaltando l’immagine di nuova donna romantica. Tra le ispirazioni creative a cui fa rifermento per i suoi abiti ci sono soprattutto l’Art Nouveau e l’Art Déco, per lui fonte inesauribile di emozioni e di spunti estetici fondamentali

Caratteristiche distintive di questa collezione? 

Per questa nuova collezione ho realizzato abiti femminili, completi di accessori, evidenziando le particolari lavorazioni applicate.  

È una collezione che si contraddistingue per gli intensi contrasti sia nei colori che nelle linee.

Quali sono state le sue fonti di ispirazione?

Questa collezione nasce da una rilettura gioiosa dei codici della moda degli anni ’20. “Quello che mi affascina dell’estetica di quel periodo è l’idea di libertà, di felicità e di voglia di osare. Un decennio di grande fermento.

Gli anni del charleston, del jazz, dell’emancipazione femminile, gli anni in cui Coco Chanel rivoluzionò per sempre il mondo della moda. Un’energia vibrante, positiva, che non si è mai del tutto esaurita e di cui oggi abbiamo, davvero, tanto bisogno”.

Per i nuovi abiti ho creato un connubio di ricerca tra le classiche lavorazioni sartoriali e le nuove tecnologiche digitali per cercare nuovi effetti visivi ed emozionali, senza dimenticarne il valore qualitativo e l’eleganza. 

Come è cambiata la visione della moda dopo la pandemia?

La moda darà sempre più spazio ad una creatività assolutamente interconnessa con la praticità e la funzionalità, che avrà la sua massima espansione commerciale attraverso le piattaforme digitali. Nuovi tessuti tecnici e facilmente biodegradabili saranno la base del vestire comune, ma per l’originalità delle forme e dei colori sarà fondamentale la creatività e il talento dei designers. In contrapposizione, non potrà mancare per l’Haute Couture l’artigianalità e le lavorazioni manuali oltre la ricercatezza delle costruzioni sartoriali più importanti; si utilizzeranno nuovi tessuti sperimentali ottenuti da elaborati studi tecnologici e rifiniture laser. 

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Quali sono state le sue riflessioni e come si sono tradotte in moda?

Indipendentemente dalla pandemia e dal periodo che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo, la mia moda segue un percorso creativo coerente e continuativo con quello che ho realizzato in precedenza (una moda che si contraddistingue per la qualità e l’eleganza, e che veste la donna valorizzandone la personalità oltre la fisicità).  Inoltre per me è molto importante armonizzare le lavorazioni artigianali con una visione contemporanea aperta alle sperimentazioni.

Progetti futuri? 

A breve termine le mie creazioni saranno visibili su importanti magazine americani, più precisamente New York, Las Vegas e Panama. Una sorpresa inaspettata e molto gradita che ha richiesto tempi lunghi e molto impegno da parte del mio ufficio stampa che si è prodigato alla buona riuscita della realizzazione di questo importante progetto.

Credits:
Salvatore Leone Ufficio Stampa
Luigi D’Arcangelo Fotografia

Dionilla Ceccarelli

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