Venezia 81: Almodóvar con Moore e Swinton brillano sul red carpet

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Il tempo vola quando ci si diverte e la laguna è un buon posto per osare e sbizzarrirsi. Tant’è, che il sesto giorno dell’ottantunesima edizione della mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia apre il sipario con il primo film in concorso in lingua inglese diretto da Pedro Almodóvar (spagnolo)
The room next door”.

I due assi nella manica di questa pellicola, Julianne Moore e Tilda Swinton, arrivano mano nella mano sul red carpet, insieme ad uno dei registi più ammirati e prestigiosi dei tempi.

Julianne Moore sfoggia, sul favoloso tappeto rosso, un abito di paillettes dorato; Tilda, invece opta per un completo giacca e pantaloni, sempre per non farsi parlar dietro, targato Chanel Official couture.

Le due star, entrambe premi Oscar, interpretano due amiche che, a causa dei molti impegni lavorativi, si ritrovano dopo molto tempo e così, grazie ad una secondo possibilità, cercano di ricucire un rapporto consumato ormai dalla vita che passa.

 

 

Venezia 81
VENICE, ITALY – SEPTEMBER 02: (L-R) Tilda Swinton, Pedro Almodovar and Julianne Mooreattend the “The Room Next Door” red carpet during the 81st Venice International Film Festival on September 02, 2024 in Venice, Italy. (Photo by Stefania D’Alessandro/WireImage)

 

Pedro Almodóvar dice: “Il mio è un film sull’empatia e sulla profondissima amicizia, sulla capacità di aiutare qualcuno ed è una risposta ai “discorsi d’odio“.

Di seguito, Tilda Swinton ha condiviso un attestato di stima per il regista: “Io per te sarei pronta ad imparare lo spagnolo, anche a fare scene mute se necessario”. Secondo Moore, la pellicola contiene il regista “in tutto il suo essere“.

Alla fine della programmazione in anteprima mondiale, sono stati 17 i minuti di applausi.
Tutto il pubblico si è commosso.

Un rullo completo, denso e penetrante, che arriva fin sotto pelle: vi è il concetto di morte, di vita, di amicizia, di abbracci, come quello che si son date Julianne Moore e Tilda Swinton, ogni singolo istante è particolarmente palpabile e tagliente, quasi da levar il fiato.

 

 

 

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VENICE, ITALY – SEPTEMBER 02: Santiago Fondevila and Maura Delporo attend the “Vermiglio” red carpet during the 81st Venice International Film Festival on September 02, 2024 in Venice, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

 

In concorso “Vermiglio” di Maura Delpero con Tommaso Ragno, Giuseppe De Domenico, Roberta Rovelli e Martina Scrinzi.

Il periodo riguarda l’ultimo anno della Seconda guerra mondiale, in provincia di Trento, dove le conseguenze del conflitto son palesi, i bambini muoiono per il freddo, sacerdoti e maestri hanno preso il posto dei padri.

Tuttavia, il destino entra sempre a gamba tesa con l’arrivo di Pietro, un soldato siciliano, che, con la sua presenza, muta gli equilibri delle tre sorelle e dei genitori. L’opera mostra come il tempo e le cose, a loro volta e di conseguenza, cambiano senza rendersene troppo conto.
In che modo lascerà il segno?

 

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Venezia 81
VENICE, ITALY – SEPTEMBER 02: Director Lav Diaz attends the “Phantosmia” photocall during the 81st Venice International Film Festival at Palazzo del Casino on September 02, 2024 in Venice, Italy. (Photo by Stefania D’Alessandro/WireImage)

 

Phantosmia”, (Fuori concorso) di Lav Diaz con Ronnie Lazzaro, Janine Guttierez, Paul Jake Paule e Hazel Orencio.

La storia gira intorno a questo problema olfattivo di Hilarion Zabala.
Un consulente/psichiatra è del parere che si tratti di un persistente caso di “fantasma”, come un odore invisibile, causato da un trauma. Per curare questa lesione gli viene consigliato di scavare nel più profondo dei traumi. Riuscirà il protagonista a risalire in superficie?

 

 

 

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VENICE, ITALY – SEPTEMBER 02: Peter Weir poses with his award after the Golden Lion for Lifetime Achievement ceremony during the 81st Venice International Film Festival on September 02, 2024 in Venice, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

 

Grande momento di hype per la consegna del Leone d’oro in sala grande a Peter Weir, regista e sceneggiatore australiano entrato nella storia dell’immaginario con capolavori come “L’attimo fuggente”, “The Truman Show” e tanti altri.
A consegnare il premio, con il cuore in gola, ci ha pensato Ethan Hawke – come biasimarlo-!


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